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Una Filarmonica a Tivoli nel 1775

 

La Filarmonica di Tivoli è nata nel Maggio 2011 con lo scopo di tenere viva nel territorio la passione per la musica.

Le prime notizie di una Filarmonica a Tivoli, comunque, risalgono addirittura alla seconda metà del XVIII secolo. Questo sta a testimoniare, considerando anche tutte le altre attività, formazioni, bande e scuole musicali succedutesi nel corso del tempo, quanto sia fortemente radicata nel nostro territorio la passione per quest’arte.

Estratto dagli scritti del prof. Giuseppe Radiciotti (Jesi, 1858 – Tivoli, 1931)

Nel 1775, il Maestro di violino Bernardo Porta, fondò la Società Filarmonica “Aggregazione di dilettanti di suono” la quale partecipò a tutte le feste e funzioni religiose della città, esercitando infine anche una parziale attività concertistica.

Non ci sono stati tramandati i nomi di quei soci, ma si sa che nel 1777 erano già in tal numero e di tale abilità da poter eseguire un oratorio appositamente scritto dal loro direttore

Il periodo di permanenza di Porta a Tivoli durò solo qualche anno. Ritornò a lavorare con discreto successo prima a Roma poi a Parigi, dove si spense nel 1829. Buoni e benefici furono gli effetti della sua opera, che fu continuata con altrettanto zelo ed intelligenza da Luigi Vergelli. Fu proprio con gli auspici di questo illustre musicista che nei primi di Novembre 1780 rifiorì e si consolidò su basi nuove la Filarmonica, società “di dilettanti canto e di suono” che, pur avendo come intento principale quello di ravvicinare al culto della Santa protettrice della musica, Santa Cecilia, concorreva efficacemente all’incremento ed al progresso di quest’arte.

Questa congregazione si riuniva ogni anno il 22 Novembre, festa della Santa protettrice, per dare un concerto (o accademia, come si diceva allora) in onore della Santa. Poi procedevano all’iscrizione di nuovi soci ed al sorteggio di una commissione incaricata di ordinare e preparare l’esecuzione della musica con la quale, il 22 Novembre successivo, si doveva solennizzare la stessa ricorrenza.

La musica doveva servire per le funzioni sacre della vigilia e della festa e per il concerto da darsi la sera nella sala della adunanze: in chiesa si eseguivano messe, litanie, mottetti, vespri. In sala cantate, sinfonie, composizioni ad una o più voci, pezzi strumentali a solo ecc.

L’ultima adunanza della Filarmonica di cui si ha notizia è del 1907.

 
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