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Concerto di Natale

Evento

Titolo:
Concerto di Natale
Quando:
Sab, 17. Dicembre 2016, 19:00 h
Dove:
Chiesa di S. Maria Maggiore - Tivoli (RM), Roma
Categoria:
Orchestra con coro
Visitato:
714
Creato da:
Super User

Descrizione

La Filarmonica, insieme agli amici del Coro Nomentum, eseguirà un programma con brani scelti dal repertorio classico e dalla tradizione natalizia.
L'evento è realizzato con il sostegno del Cenacolo degli Ardenti e l'ingresso è libero.

Scarica il programma di sala in PDF

 
Programma:
• A. Corelli – Pastorale (Dal Concerto Grosso op. 6 n. 8 “fatto per la notte di Natale”)
• W. A. Mozart – KV622 Concerto per clarinetto e orchestra – II movimento
• E. Morricone – Gabriel’s Oboe
• G. Bizet – Farandole
• A. Piazzolla – Ave Maria
• Elgar – Nimrod (dalle Variazioni su un tema originale, op. 36)
• M. Tormé, B. Wells – The Christmas Song
• M. Leontovich - Carol of the Bells
• L. Cohen – Hallelujah
• K. Jenkins – Sanctus
• I. Berlin – White Christmas
• Tradizionale – Deck the Halls
• Tradizionale – Jingle Bells


Sede

Location:
Chiesa di S. Maria Maggiore - Sito web
Via:
Piazza Trento 1
CAP:
00019
Citta`:
Tivoli (RM)
Provincia:
Roma
Nazione:
Italy

Descrizione

La Chiesa di Santa Maria Maggiore


Una tradizione ininterrotta attribuisce la costruzione della parte più antica della chiesa di Santa Maria Maggiore, quella corrispondente all'attuale coro, al pontefice tiburtino Simplicio (468-483).

Potrebbe essere, però, più verosimile l'ipotesi di alcuni autori che sostengono l'edificazione di chiesa e monastero intorno al IX secolo, durante la rifioritura Carolingia in Italia, in un periodo ancora di grande espansione del monachesimo benedettino.

Il dato tradizionale sostiene che Simplicio avrebbe anche donato un'immagine del Salvatore alla Cattedrale tiburtina e un'immagine della Vergine alla chiesa di Santa Maria Maggiore, entrambe dipinte sulla falsariga delle immagini attribuite all'evangelista Luca.

Notizie storiche documentate ricordano che intorno al 1130 un monaco benedettino di nome Giovanni iniziò a raccogliere offerte per l'ampliamento della chiesa primitiva. Altri lavori furono avviati intorno al 1256 quando la chiesa e il convento vennero assegnati alle cure dei frati francescani conventuali che realizzarono gli affreschi del coro, il portale interno con arco gotico, il rosone, il pavimento cosmatesco (commissionato da Maria Bovini) e altre decorazioni.

Ma soprattutto a questo periodo risale la realizzazione dell'immagine della Madonna delle Grazie, da parte del pittore francescano Jacopo Torriti, autore di mosaici nell'abside della basilica di S. Giovanni in Laterano e di S. Maria Maggiore a Roma, e affreschi presso la basilica superiore di S. Francesco ad Assisi.

All'inizio del 1400,venne realizzato da Angelo da Tivoli il portale gotico e il tabernacolo su commissione del capomilizia Nicolo Brunetti. La contemporanea chiusura delle due arcate laterali fece praticamente sparire il nartece, realizzando l'attuale aspetto della facciata. Pio II, costruttore della maestosa Rocca Pia, nel 1461, durante uno dei suoi soggiorni a Tivoli, insoddisfatto di come i frati conventuali tenessero il convento e la chiesa, decise di affidarne la cura ai frati francescani osservanti, che tuttora la tengono.

L'intervento dei cardinali d'Este, tutti sepolti sotto il presbiterio, influì molto sull'edifìcio: sottrassero tutta la fila delle cappelle della navata destra per ampliare il chiostro del convento, che poi divenne parte della famosa villa.

In compenso sembra che abbiano provveduto, grazie anche all'opera del p. Costanze da Roma, a far disegnare dall'architetto Galvani l'attuale elegante altare che conserva il dipinto della Vergine e, probabilmente, a terminare la costruzione del campanile (1590-1607). Tra il 1600 e il 1900 ulteriori lavori trasformarono l'edifìcio secondo i gusti del tempo oppure tentatarono di riportarlo al disegno originario.

Nel XVII secolo fu edificato il nuovo convento francescano che, dopo alterne vicende, nel 1890 divenne proprietà dello Stato, il quale lo demolì per realizzare l'adiacente Convitto Nazionale. Dal 1856, a seguito del crollo della chiesa parrocchiale di S. Croce (1843), la chiesa di S. Maria Maggiore ha assunto il nome di quella parrocchia e il ruolo, divenendo ancor più luogo di incontro dell'intera comunità tiburtina, soprattutto dopo il grande sviluppo urbanistico che ha posto l'edificio nel nuovo centro della città.

Informazioni tratte dal sito http://www.santacroce-tivoli.it

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