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La Filarmonica in Concerto per Cuore Sano Onlus

Evento

Titolo:
La Filarmonica in Concerto per Cuore Sano Onlus
Quando:
Ven, 11. Maggio 2018, 18:30 h
Dove:
Complesso Monumentale S. Spirito in Saxia - Roma
Categoria:
Orchestra
Visitato:
306
Creato da:
Super User

Descrizione

Ancora un'iniziativa benefica da parte della Filarmonica di Tivoli. Anche quest'anno eseguiremo un concerto nella splendida cornice del Complesso Monumentale di S. Spirito in Saxia, Roma, allo scopo di raccogliere fondi in favore della Onlus "Cuore Sano", una associazione formata da persone esposte al rischio di patologie cardiologiche che ha un carattere essenzialmente culturale e formativo nel campo della sanità pubblica.
Per maggiori informazioni: www.cuore-sano.it

L'ingresso è libero.

Programma:

G. Bizet - da Carmen Suite n. 1
- Prelude
- Aragonaise
- Intermezzo


J. Rodrigo - Concierto de Aranjuez - I mov.
Tromba - Gianluca Tiso


E. Grieg - In the hall of the mountain king


K. Jenkins - Palladio - I mov


A. Piazzolla - Oblivion


OFT plays Morricone


Sede

Location:
Complesso Monumentale S. Spirito in Saxia
Via:
Via dei Penitenzieri n. 10
CAP:
00163
Citta`:
Roma
Nazione:
Italy

Descrizione

Cenni storici sul Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia

 

Il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia, costituito dalla Corsia Sistina  dai Chiostri dei Frati, delle Monache del Pozzo nonché dal Palazzo del Commendatoreè situato nell'area occupata in epoca romana dalla villa di Agrippina Major (moglie di Germanico e madre di Caligola) di cui ancora oggi, nei locali sottostanti la Corsia Sistina, sono visibili resti di muri ad opus reticulatum, pavimenti in mosaico, frammenti di marmi scolpiti e resti di affreschi e nel 727 d.C. dalla Schola Saxonum: Centro di Accoglienza di pellegrini che giungevano a Roma in visita alla tomba del Principe degli Apostoli.  

 

      Il Complesso, devastato da incendi e saccheggi, fu ricostruito da Papa Innocenzo III, nel 1198 che lo destinò all'assistenza degli infermi, oltre che al mantenimento dei poveri e dei proietti (bimbi abbandonati dalle loro madri)

 

II nosocomio, a cui venne attribuito il nome di Santo Spirito in Saxia che a tutt'oggi conserva, era costituito da una corsia rettangolare illuminata da piccole finestre e in grado di assistere 300 infermi e 600 poveri.

 

Papa Innocenzo III ne affidò la direzione a Guido dei conti di Guillaume di Montpellier (cavaliere templare, fondatore nel 1170 dell'Ordine dei Confratelli Ospedalieri e nel 1174 della casa hospital Saint Esprit) che in breve tempo ne fece il fulcro e il centro d’irradiazione del progresso ospedaliero a Roma, in Italia, in Europa e nel mondo. Ad esso, infatti, seguirono circa 500 filiali diffuse in tutto il continente europeo.

 

Guido di Montpellier, dando vita all'organizzazione di Santo Spirito, volle che l'assistenza e la cura degli infermi fosse esente dalla freddezza di un servizio prezzolato, facendola assurgere al grado di un sacro dovere, degno di essere paragonato alla purezza dell'epoca apostolica e del primo Cristianesimo. Chiamò, pertanto, intorno a sé persone esperte in materia medica, e al capezzale dei malati donne pie e pietose, le Suore, che rinunciando al mondo, riversassero sui miseri delicate cure. (De Angelis, 1958).

 

L'Ospedale di Santo Spirito, "reggia di carità" (De Angelis), ospitò, alimentò e protesse i senza tetto, le partorienti, gli orfani, i proietti, le peccatrici e i perseguitati, assurgendo così a tale importanza da indurre Guido a dar vita alla Confraternita di Santo Spirito.

 

Come tutte le altre istituzioni cittadine, decadde durante il periodo avignonese (1309-1376), nonostante lo interessamento e la conferma di privilegi da parte dei Papi che seguirono. Fu rinsaldato e quasi rigerminato, unitamente alla Confraternita, da Papa Eugenio IV prima, e successivamente da Papa Sisto IV, che elargirono alla Confraternita, per il sostegno dell'Ospedale, privilegi, favori e indulgenze

 

Eugenio IV ne assunse addirittura la precettoria, considerando l'atto non indecoroso per la sua alta dignità: esempio, peraltro, seguito da Sisto IV, che con bolla del 23 gennaio 1177 proclamò:   «Il Nostro Ospedale di Santo Spirito in Sassia dell'Alma Urbe, che di recente abbiamo ricostruito dalle fondamenta e ampliato con opera sontuosa, aiuto e rifugio di tutti i poveri, non ha altro Superiore che il Pontefice Romano».

 

L'istituzione, d'altro canto, ha sempre goduto di un'ampia attenzione da parte di tutti i Papi, come attestato dagli Atti dei Pontefici, che lo hanno ritenuto Ospedale Apostolico poiché fondato e sostenuto essenzial-mente col danaro della Chiesa: «L'Ospedale Nostro è costruito a spese della Chiesa Romana».

 

Documento della vitalità e del significato morale che si attribuiva sia all'Ospedale che all'Associazione è costituito dal Liber Fraternitatis Sancti Spiritus, preziosa raccolta di rari autografi tanto dei potenti della terra, quanto di umili devoti, ognuno dei quali ha voluto lasciare traccia del proprio passaggio e della propria adesione ad un patto di carità e di amore» (De Angelis, 1958).

 

Nel 1473 Papa Sisto IV, constatando il grave stato di decadimento in cui versava l'Ospedale: "mura cadenti, edifici angusti, tetri, privi d'aria e di ogni comodità, da sembrare più un luogo destinato a carcere" che alla cura degli infermi, ne ordinò la ricostruzione, anche in previsione del vicino Giubileo.

 

Grazie a Papa Sisto si poté assistere ad una vera e propria rifioritura del nosocomio, che divenne il più importante teatro di ricerca scientifica. Al suo interno si avvicendarono medici illustri quali: Giovanni Tiracorda, medico di Clemente X, Lancisi, Baglivi e molti altri, peraltro autori di importanti studi. Nell'Antica Spezieria dell'Ospedale furono, altresì, condotte numerose ricerche in campo farmaceutico (ricordiamo quelle sull'impiego della corteccia di china nel trattamento della malaria).

 

In tema di assistenza religiosa, il Santo Spirito ha potuto godere della presenza di uomini dal così alto valore morale e umanitario, quali San Filippo Neri e San Camillo de Lellis (fondatore quest'ultimo dell'Ordine dei Camilliani che a tutt'oggi prestano la loro opera in Ospedale) che la Chiesa ha elevato all'onore degli altari.

 

La presenza poi dell'importante Teatro Anatomico è stata di richiamo per artisti e scienziati di grande rilievo, quali Michelangelo e Leonardo da Vinci, che scelsero di frequentarlo per i loro studi di anatomia; mentre il Botticelli consegnava all' ammirazione di tutte le generazioni a seguire la facciata dell'Ospedale Santo Spirito, riprodotta sullo sfondo dell'affresco La purificazione del lebbroso e visibile nella Cappella Sistina.

 

Nei secoli a seguire l'Ospedale di Santo Spirito, nonostante le numerose vicissitudini rappresentate anche da eventi bellici, grazie al costante interessamento dei Pontefici, è giunto fino a noi continuando la sua missione di assistenza agli infermi per la quale era stato edificato, con un ruolo di tale spicco da indurre il De Angelis a dire che nel mondo: «splendeva come un faro».   

 


Nel 1896 gli ospedali romani vennero riuniti sotto un'unica amministrazione, che prese il nome di  "Pio Istituto di Santo Spirito ed Ospedali Riuniti di Roma" e avrà una vita gloriosa e costituirà un esempio per molti altri ospedali europei.

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